Bilancio delle elezioni cantonali 2019

Nel 2015 per il Gran Consiglio la partecipazione al voto è stata del 62.27% e il Partito popolare democratico ha ottenuto 20’479 schede, pari al 18.58%, che hanno permesso di eleggere diciassette Gran Consiglieri, due in meno del 2011. Per il Consiglio di Stato la partecipazione al voto è stata del 62.28% e il Partito ha ottenuto 19’729 schede, pari al 17.54%, e ha permesso di riconfermare il Consigliere di Stato Beltraminelli.

Nel 2019 per il Gran Consiglio la partecipazione al voto è stata del 59.34% e il Partito popolare democratico ha ottenuto 18’363 schede, pari al 17.63%, che hanno permesso di eleggere sedici Gran Consiglieri, uno in meno rispetto al precedente quadriennio. Per il Consiglio di Stato la partecipazione al voto è stata del 59.30% e il Partito ha ottenuto 18’411 schede, pari al 18.23%, permettendo l’elezione del Consigliere di Stato De Rosa.

La candidata massagnese Alessandra Zumthor ha altresì ottenuto un splendido risultato alla sua prima campagna elettorale.

Il Partito popolare democratico è confrontato ormai da anni con una perdita di consensi e di conseguenza di suoi rappresentati in Parlamento. La legislatura 2015-2019 è stata diffcile per il Partito.

Lo scandalo ARGO 1 ha tenuto banco per due anni. I giornali non hanno parlato d’altro, è stata istituita una commissione d’inchiesta e i lavori del legislativo sono stati rallentati a causa di continue polemiche. Un clima ostile che ha condizionato sia la dirigenza sia i deputati che al posto di far politica hanno dovuto difendersi a destra e a sinistra.

In questo contesto, i risultati delle elezioni 2019 vanno letti positivamente, in particolare per Massagno perché dei quattro candidati in lista ne sono stati eletti due, ossia Maddalena Ermotti-Lepori e Sabrina Gendotti. Gli altri due candidati massagnesi Francesco Lombardi e Marco Pescia hanno fatto una buona votazione personale. Per il Consiglio di Stato, grazie alla lista competitiva e il testa a testa tra Paolo Beltraminelli e Raffaele De Rosa, è stato possibile aumentare le preferenze dello 0.69% anche se le schede rispetto al 2015 sono diminuite di 1’318 unità.

Per il Gran Consiglio vi è stata una diminuzione dello 0.95%, ossia 2’116 schede in meno, che seppur lieve ha comportato la perdita di un seggio, invertendo comunque il trend della perdita di due seggi per legislatura. In Gran Consiglio gli equilibri sono cambiati. La lega dei ticinesi ha perso quattro seggi, i liberali radicali uno, i socialisti e i verdi hanno mantenuti gli stessi seggi del 2015, mentre sono cresciuti l’unione democratica di centro (+ 2), il movimento per il socialismo (+ 2), il partito comunista (+ 1) e sono entrate due deputate del partito più donne.

Un Parlamento più frammentato, dove sarà più diffcile creare delle maggioranze perché non saranno più suffcienti due Partiti ma ce ne vorranno tre. In tal senso, saluto positivamente la congiunzione tecnica raggiunta tra popolari democratici e liberali per le elezioni federali di ottobre. Credo sia stato un primo importante passo per una futura collaborazione tra i due Partiti anche a livello cantonale.

Il Ticino ha bisogno di un centro forte, propositivo, che porti avanti i progetti e affronti le sfde future nell’interesse delle cittadine e dei cittadini.

Ora è tempo di pensare alle federali, il cui esito sarà un importante indicatore in vista delle comunali del 2020. Forza PPD! 

di Sabrina Gendotti, Municipale e Granconsigliera, candidata N.7 al Consiglio Nazionale